Pubblichiamo un nuovo approfondimento Tributar-IA dedicato all’ordinanza della Corte di Cassazione n. 18106 del 5 giugno 2026.
La pronuncia affronta il trattamento fiscale dei dividendi di fonte italiana percepiti da un fondo pensione statunitense, chiarendo il rapporto tra aliquota convenzionale Italia-USA, regime interno applicabile ai fondi pensione italiani/UE/SEE e libera circolazione dei capitali ex art. 63 TFUE.

La Corte ribadisce un principio di particolare rilievo:  la libera circolazione dei capitali si estende anche ai rapporti con Paesi terzi e può impedire l’applicazione di un trattamento fiscale deteriore nei confronti di investitori istituzionali extra-UE, salvo che l’Amministrazione dimostri una reale non comparabilità delle situazioni o la sussistenza di motivi imperativi di interesse generale.

Ne deriva un’indicazione operativa importante: la residenza in uno Stato terzo non è, di per sé, sufficiente a giustificare una maggiore imposizione sui dividendi in uscita, soprattutto quando esistano strumenti convenzionali di cooperazione e scambio di informazioni.

Un arresto significativo per fondi pensione esteri, investitori istituzionali e operatori coinvolti nella fiscalità dei flussi cross-border.